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mercoledì 30 marzo 2011
Assassin's Creed: assassini della lettura.
Da sempre la lettura è percepita dai giovani come un’impresa ostica. Leggere infatti non occupa uno spazio ben preciso durante la giornata, ma spesso (quando va bene!) viene usata come tappo dei buchi di noia. La lettura viene associato allo studio e sicuramente la situazione non migliora se il libro, oltre ad essere sentito come noioso, è fondamentalmente inutile. Inutile non solo da un punto di vista pratico, ma soprattutto emotivo, culturale ed artistico.
Facendo parte dello spettro sociale anche l’universo videoludico non sfugge a questo pregiudizio giovanile. Intorno all’oggetto artistico videogame ruotano infatti molte forme d’arte tra cui la letteratura che, come detto prima, viene quasi totalmente snobbata dalla massa videogiocante.
Se poi le software house sfruttano questa normale tendenza a scopi economici questa condizione risulta tragica.
Il caso di cui vi voglio parlare, che rientra in questa vergognosa descrizione, è la Ubisoft con Assassin’s Creed. Probabilmente è inutile scrivervelo, ma Assassin’s Creed è ormai da considerare una delle serie di punta del produttore francese. Non solo per quanto riguarda gli enormi successi di vendita, ma anche per gli ottimi giudizi della critica.
Io sono uno di quelli che compongono la massa di videogiocatori amanti del credo. Di conseguenza, entrando in una libreria del centro di Torino, non ho potuto fare a meno che comprare a 10,50€ la versione superbestseller di Assassin’s Creed Rinascimento, il primo romanzo ambientato nel mondo degli assassini e dei templari.
Aprendo il libro ci si trova davanti ad una citazione di nientepopodimenoche Leonardo da Vinci: “Quando io crederò imparare a vivere, e imparerò a morire.”. Già. In quel momento il mio pensiero è stato: incominciamo bene!
Fin dalle prime pagine avevo capito in cosa mi fossi imbattuto: una copia spiccicata della sceneggiatura di Assassin’s Creed 2. Questo a mio avviso è il difetto maggiore proprio per il motivo accennato poco prima: la totale inutilità derivata dalla lettura di questo romanzo. Mi metto ad esempio nei panni di un ragazzo di quindici anni che dopo aver completato il gioco entra come me in libreria e vede sugli scaffali questo romanzo. Me lo immagino un ragazzo normale, non particolarmente attratto dalla lettura, ma comunque disposto a comprare (e soprattutto leggere!) il libro perchè spinto dalla sua passione videoludica. Quale sarebbe la sua reazione nel constatare che lui, che ha letto il libro, non ha acquisito alcuna conoscenza in più su Assassin’s Creed rispetto ad un suo compagno che invece ha solo giocato al videogame? La conseguenza è proprio il diventare consapevoli che la lettura, in questo caso addirittura di grande interesse personale, sia inutile nella sua totalità.
Questo è proprio uno di quei casi in cui ci si rende conto cosa siano disposti a fare i produttori in cerca di pecunia! Arrivare a vendere carta straccia sfruttando semplicemente la popolarità di un brand. Sicuramente avrebbero fatto una figura migliore nel vendere una copertina con dentro delle pagine vuote in cui ci fosse scritto: “Crea la storia dell’assassino che c’è in te!”.
Ovviamente non sono così esagerato semplicemente perchè la sceneggiatura è talmente copiata che alcuni dialoghi sono uguali identici, ma anche per altri evidenti difetti.
Il primo deriva dalla totale mancanza di una rilettura della traduzione. Gli errori grammaticali e sintattici infatti non si fermano solo alla citazione leonardiana, ma proseguono in tutto il romanzo tempestando ogni capitolo. Oltretutto ho saputo che nella prima stampa, che costava 9,50€ in più, erano presenti molti più refusi.
Non è raro inoltre trovare veri e propri errori (e non refusi!) che colpiscono anche i protagonisti di fantasia della storia. Ad esempio Cristina, la fidanzata fiorentina di Ezio, che rappresenta l’unica novità rispetto alla trama di Assassin’s Creed 2, nel romanzo fa di cognome Calfucci, mentre in Assassin’s Creed Brotherhood si chiama Vespucci, come il noto esploratore.
Anche a livello generale lo stile di Assassin’s Creed Rinascimento fa acqua da tutte le parti risultando estremamente sempliciotto nei ragionamenti logici, nei dialoghi, nelle descrizioni dei personaggi e dei luoghi.
Conseguenza questa anche del fatto che certi dialoghi e certe situazioni, che ben si adattano ad un gioco, risultano paradossali all’interno di un libro. Un esempio? Eccovi serviti:
Siamo nel bordello di Paola che ci sta insegnando da qualche giorno a confonderci tra la folla.
[Infine, il terzo giorno, i mordaci commenti] di Paola [diminuirono e al mattino del quarto riuscì a passare sotto il naso di Paola senza che lei battesse ciglio. Di fatto, dopo cinque minuti in silenzio, paola gridò: <<D’accordo, Ezio, mi arrendo! Dove siete?>>. Soddisfatto, uscì da un gruppo di ragazze, la copia sputata di uno dei servitori di casa. Paola sorrise, battè le mani e tutti applaudirono. Il lavoro finì lì.]. Considerando che tutto questo avviene [nel giardino cintato da alte mura dietro la casa] tra sole venti ragazze divise in cinque gruppi di quattro, risulta appunto assurdo ed improponibile scrivere che Paola non riesca a vedere Ezio! Un conto infatti è inserire in maniera intelligente un tutorial che ti spieghi come sfruttare al meglio una particolarità del gameplay all’interno di un videogioco, un’altra cosa è leggerlo su un libro!
Inoltre come già accennato le descrizioni dei personaggi, anche quelli importanti, è del tutto superficiale sia dal punto di vista psicologico sia fisico.
Ancora più grave però è la superficialità con cui vengono descritti i luoghi e le bellissime opere d’arte del Rinascimento italiano. Aspetto su cui, ad una prima occhiata, si potrebbe passare sopra. Il problema è che al fondo del libro c’è scritto: Oliver Bowden (l’autore del romanzo) è lo pseudonimo di un affermato scrittore ed esperto del Rinascimento italiano. Questa dichiarazione va totalmente in conflitto con i contenuti letti perché nel romanzo manca qualunque tipo di approfondimento storico, politico, sociale o artistico che riguarda il periodo di Ezio Auditore. Inizialmente infatti pensavo che l’uso dello pseudonimo fosse per nascondere la vera identità di un docente accademico intimorito dal pubblicare un romanzo su un videogame. In realtà ora sono sempre più convinto che lo pseudonimo sia stato solo un modo per mascherare un impiegato qualunque della Ubisoft che si è messo a fare uno sfrenato copia-incolla delle sceneggiature.
In definitiva è un libro che non consiglio a nessuno! Proprio perché mi risulta difficilissimo trovare un target a cui questo romanzo possa essere rivolto.
A chi ha già giocato Assassin’s Creed 2 non lo consiglio perché sono tutte cose che ha già visto e non aggiungerebbe nulla alla storia.
A chi magari vuole giocare in futuro le avventure di Ezio non lo consiglio perchè si rovinerebbe una trama che è meglio giocare rispetto a leggerla.
A chi non gliene importa nulla dei videogame o di Assassin’s Creed non glielo consiglio perchè anche dal punto di vista puramente letterario, emozionale o d’intrattenimento Assassin’s Creed Rinascimento è un totale fallimento.
venerdì 12 novembre 2010
Assassin's Creed Brotherhood video spoiler
Sotto trovate il nuovo video rilasciato dalla Ubisoft sul famoso gioco che uscirà il 18 Novembre (tra sei giorni).
Chi non vuole rovinarsi la sorpresa non lo guardi.
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venerdì 5 novembre 2010
Mostra di Assassin's Creed a Lucca - Video
Uno splendido video vi farà respirare le atmosfere che potete trovare sia nel videogioco che più in generale nell’ arte.
Reputo interessantissima l’iniziativa realizzata durante il “Lucca comics and games” in quanto attraverso un una vera e propria mostra valorizza appropriatamente la grafica digitale, paragonandola senza mezzi termini ad opere d’arte.
Inutile dire che sono assolutamente daccordo e che per il lancio di “Assassin’s Creed Brotherhood” la Ubisoft sta facendo le cose sempre più in grande.
Buona visione!
Ringrazio Martina per la bazingata nella pagina privata dedicata a noi della gilda degli assassini su Facebook.
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domenica 31 ottobre 2010
Assassin's Creed Brotherhood - Video ufficiale del fan day

Ecco il video ufficiale del fan day organizzato dalla Ubisoft dedicato ad “Assassin’s Creed Brotherhood”.
Se ascoltate attentamente la parte iniziale potete captare un paio di spoiler sulla storia del gioco.
Che aggiungere… A voi la parola.
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giovedì 21 ottobre 2010
Assassin’s Creed Brotherhood – Primo video ufficiale dell’evento
Quello che ho riportato qua sopra è il primo dei video ufficiali dedicati all’evento Ubisoft di cui ho parlato qua.
Sulla nostra pagina FB privata han detto che ne seguiranno molti altri e che questo non è ancora nulla.
Speriamo non troppi, visto che hanno promesso di darmi in esclusiva tutto il materiale che gli avanza e che non pubblicano.
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martedì 19 ottobre 2010
Assassin's Creed Brotherhood - Fan day - Recensione evento Ubisoft
Come promesso ecco l’attesa recensione dell’evento organizzato dalla Ubisoft per il gioco “Assassin’s Creed Brotherhood”.
Se dovessi descrivere con una sola frase direi senz’ombra di dubbio:
Figata totale, è stato tutto così fantastico che oserei definire l’esperienza quasi immorale.
Ritrovo con metà gruppo alle ore 10:30 a Milano, gli altri partono da Roma. Trovo un novero di dieci “sciammannati” in compagnia di Barbara, un’ organizzatrice, l’operatore Emanuele ed un giornalista della Ubisoft. Vederli mi porta ad avere buoni auspici.
Non tardiamo a conoscerci e dopo una mezz’oretta di viaggio siamo già quasi tutti in confidenza.
Alle 14:30 circa arriviamo alla location, Monteriggioni, e mentre il pullman entra nel cortile dell’hotel iniziano a brillarmi gli occhi per il lusso che mi circonda. L’albergo ha quattro stelle e all’interno è in stile pseudo-rinascimentale unito al moderno, ho già compreso che non hanno badato a spese.
Entriamo nella hall e dopo aver fatto il check in ci fanno firmare una liberatoria nella quale accettiamo di non parlare assolutamente di alcuni fatti che accadranno il giorno venturo, cosa che aimè son costretto a fare, seppur con grande rammarico. Bene, dopo aver acconsentito a tutte le clausole ci consegnano un sacchetto contenente:
- Due spille di Assassin’s Creed, di cui una col simbolo dell’assassino e l’altra dei templari;
- Una felpa blu con logo del gioco;
- Una maglietta stile “Polo” nera col simbolo dell’assassino all’altezza del cuore
- Una litografia con tiratura 50 copie;
Tutte queste meraviglie potete vederle nelle foto sottostanti.
Entro nella mia camera (pian terreno, numero 38): Meraviglia!
Suite con letto a 2 piazze, finestrona che da sul prato ma sopratutto ha 2 piani! C’è un secondo letto in alto (non si sa mai che qualcuno riesca broccolare).
Il giaciglio dove dormo è in legno massiccio con un dipinto sulla spalliera.
Gasatissimo e vestito “con firma assassina” torno nella hall, ove finalmente arriva il secondo gruppo da Roma, si cambiano e partiamo verso Monteriggioni, luogo ove tra l’altro, come sicuramente saprete, è ambientato il videogioco multiplayer.
In cinque minuti siamo d’innanzi alla roccaforte, un paesino circondato da mura che in inverno conta venti abitanti; si respira un’aria antica. Buona muffa mai corrosa dal tempo.
Ci fermiamo nella piazza principale e veniamo divisi in due gruppi: Gli assassini ed i Templari. Io naturalmente non sarei potuto capitare altrimenti che tra assassini.
Ci dicono che hanno preparato un gioco diviso in tre prove, e chi ne avesse vinte due avrebbe provato per primo la versione multiplayer del videogame.
Primo gioco:
Ci dividono in ulteriori sottogruppi dotandoci di bussole ed un foglio con su scritte coordinate ed indizi: Partendo dalla prima coordinata dovevamo giungere ad un particolare del paese (tipo uno stemma o cose simili) ove poteva esserci nascosta una piuma, da li si ripartiva con la seconda coordinata e così via; non tutti i punti segnati erano nascondigli. Dovevamo trovare tre penne per sottogruppo.
Ok, abbiamo perso la prima sfida, shit, ma siamo stati spronati a dare di più per provare a vincere tutte le altre.
Secondo gioco:
Ci assegnano due basi, ove ci sono elmi, scudi, flauti ed altri oggetti.
Con dei cartellini numerati in fronte dovevamo riuscire ad impossessarci di quelli avversari. Tutto qua? Naturalmente no: era possibile uccidere i nemici leggendo ad alta voce il numero loro assegnato e viceversa.
Ovviamente son partite tattiche di guerra a go go.
“Ovviamente” abbiamo vinto.
Ora sì che siamo super gasati!
Terza prova: ci consegnano un foglio da decifrare ed una mappa con segnato un luogo ove recarci una volta scoperta la frase nascosta; decidiamo di dividerci: In tre andiamo a cercare l’ubicazione segreta mentre gli altri decrittano il codice.
Non faccio in tempo a fare cento metri che hanno già finito, eh si, fa comodo avere un fottuto geniaccio in squadra!
Ci rechiamo tutti nel punto segnato sulla cartina e ci troviamo dinnanzi un tizio vestito da templare, con tanto di maglia di cotta e spada, che dopo averci sentito leggere il “contenuto segreto” ci apre una porta e…
WAOH!
Dodici schermi strafighi con altrettante Playstation collegate in lan!
ABBIAMO VINTO! YES! MOTHERFUCKER!
Naturalmente attendiamo gli avversari per poi prenderli sonoramente in giro quando a loro volta aprono la porta.
Prendiamo posizione di gioco ed iniziamo a prendere confidenza con la nuova esperienza multimediale.
Dopo una ventina di minuti, ci comunicano che inizia un torneo, ognuno di noi ha progressivamente degli altri player da uccidere.
Eecco i rispettivi premi per i vincitori:
1°- Fornitura per un anno di tutte le uscite della Ubisoft, una statuetta del valore di 500 euro, felpa bianca di Assassin’s e maglietta bianca sempre a tema.
2°- Statuetta, felpa e maglietta
3°- Felpa e maglietta.
Cavolo, non ho vinto neanche un bullone, MA SONO RIUSCITO AD ACCHIAPPARMI UN CARTONATO GIGANTE CON L’ASSASSINO, CHE REGALERO’ (O DOVRETE VINCERE) DURANTE IL RADUNO DI LEGA NERD DI SABATO PROSSIMO.
Dato che, come ho già raccontato, le postazioni erano solamente 12 chi non giocava sguazzava in un’orgia di buon cibo toscano ed annegava in fiumi di ottimo fottuto vino. Come immaginerete è finita che ci siam portati le bottiglie nella sala videoludica.
Tutti felici torniamo in hotel, doccia e di corsa in pullman: destinazione ristorante a Monteriggioni.
Entriamo nella porta del paese e troviamo ad accoglierci il sindaco, che ci conduce alla solita piazza, ove “sbandieratori” cantanti e menestrelli allietano i nostri successivi dieci minuti, con uno spettacolo davvero d’altri tempi, per poi portarci a ritmo di tamburi all’interno e ci sediamo a tavola.
Una mega cena (menù e portate potete vederli nelle foto):
Antipasto: Polenta al tartufo
Primi: Pasta con i funghi e tortelloni con crema di formaggi
secondo: Tagliata e purè
Dolce: Budino alla vaniglia con crema di lamponi e frutti di bosco.
Da bere: Ottimo chianti “in quantità periodica”.
Sazi, felici e “lollanti” torniamo in hotel, ove un gruppetto di cinque o sei (me compreso) non contenti facciamo amicizia con “L’omino messicano della reception” ed iniziamo a bere come spugne.
SBRONZA COLOSSALE, son tornato in camera con i gomiti.
Non ricordo (o non voglio ricordare) altro.
Parentesi: Ora parte il racconto del secondo giorno, come ho accennato all’inizio dell’articolo dovrò saltare tutta una parte per motivi legali.
Secondo giorno:
Sveglia alle nove con sensazioni alcoliche che mi fanno effetto risacca nel cervello.
Mega colazione a base di ottimi salumi toscani e uova, e siamo pronti a…
[Salto temporale]
Sono le ore 12 circa, ci muoviamo per andare a pranzo.
Due partecipanti fanno il cosplay dell’assassino.
Stupendo.
Arrivati alla cittadina medioevale Obblighiamo i cosplayer a mettersi in posa ovunque capiti, compresi molti punti di che verranno ripresi nel gioco. Volete sapere quali? Non posso dirvi neanche questo, infatti le foto inserite nella gallery sono a casaccio. Scoprirete tutto quando avrete il videogame.
Posso dirvi che ci hanno regalato un ulteriore maglietta rossa dell’assassino.
Facciamo un giretto ed incrociamo un falconiere, in compagnia di quattro falchi.
Come perdere l’occasione di fare delle foto ad un cosplayer dell’asssassino con un falco sul braccio?
Mi faccio avanti e glie lo chiedo: Incredibile, ha risposto affermativamente.
Dopo aver esplicitato interessantissime nozioni sulla nobile arte della caccia con i falchi ed averci dato dimostrazione pratica della micidialità di quegli splendidi pennuti l’uomo finalmente porge il guanto di pelle alla ragazza travestita, che senza alcun timore (anzi, era davvero divertita) accoglie il rapace sull’avambraccio.
Una chicca inaspettata che personalmente ha fatto alzare di almeno dieci punti l’esperienza.
E’ giunta l’ora di mangiare:
Antipasto: Crostini con salse varie (buonissime), dalle mousse di carne a quelle con i funghi.
Primo: Pasta al cartoccio con un sughetto che non ho ben compreso ma che faceva sbrodolare al solo sguardo.
Secondo: Cinghiale con olive e fagioli (cavolo, tra poco ci sarà il viaggio di ritorno in pullman).
Dolce: Me lo son perso.
Il tutto naturalmente accompagnato dal “solito” ottimo ed abbondante Chianti.
Usciamo satolli, facciamo le foto di gruppo e ci avviamo verso il pullman per il viaggio di ritorno.
Viaggio travagliato, con qualche imprevisto che non è dipeso assolutamente nè dalla Ubisoft nè dall’autista.
Arrivo a Milano per le 21:30 circa, saluti scambio di mail, baci, abbracci e tutti a casa.
Voti:
Hotel: 95/100
Location: 100/100
Organizzazione dell’evento: 98/100
Videogame Assassin’s Creed Brotherhood – Multiplayer: 80/100
Compagnia: 100/100 con lode e bacio accademico
Animazione: 80/100
Gadget: 95/100
Come voto complessivo darei 98/100, e che la media matematica vada a farsi benedire.
Ringrazio tutti i partecipanti all’evento che mi hanno permesso di utilizzare le foto che hanno scattato, e la Ubisoft, alla quale son riuscito a strappare la promessa di ricevere in esclusiva tutto il materiale video (professionale) che non utilizzeranno per la creazione del filmato che metteranno online. Naturalmente dopo un montaggio finirà qui su Lega Nerd, ma ne riparleremo a novembre.
Qui sotto trovate tutte le foto, quando torno a casa le metto a posto meglio creando una gallery decente.
William J.
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