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domenica 20 marzo 2011

iLabs Singularity Summit – 2/5 – Intervento di Raymond Kurzweil



Articolo inserito su Lega Nerd e su postumano.com (blog di Daniele Bossari).

Raymond Kurzweil, inventore, scienziato e imprenditore. Nasce a New York il 12 febbraio 1948, si laurea in Informatica e Letteratura al MIT. Definito “the restless genius” dal Wall Strett Journal, è uno dei principali inventori viventi, nonchè esponente mondiale della Singolarità tecnologica. [spoiler show="Mostra approfondimento" hide="Nascondi approfondimento"]



Comincia la sua eccezionale carriera di inventore al liceo, quando scrive il suo primo programma di riconoscimento di motivi musicali, in grado di analizzare i lavori di compositori classici e proporne di nuovi nello stesso stile; all’inizio dell’università crea il Select College Consulting Program, un programma per associare studenti di liceo a università con determinati requisiti.

E’ considerato un pioniere assoluto nel campo del riconoscimento pattern e della sintetizzazione sonora: alla Kurzweil Computer Products si deve il primo sistema di riconoscimento caratteri – il papà di tutti gli OCR – nonché il primo sintetizzatore text-to-speech. L’unione delle due invenzioni divenne la famosa Kurzweil Reading Machine, in grado di dare alle persone cieche la possibilità di capire un testo scritto tramite la lettura automatica dello stesso.

Negli anni Ottanta crea una nuova generazione di tastiere elettroniche in grado di simulare un gran numero di strumenti: per la prima volta, musicisti professionisti non riescono a distinguere il suono di un pianoforte reale da uno simulato.

Dagli inizi degli anni Novanta, Kurzweil è diventato uno scrittore e divulgatore di successo internazionale su temi di Intelligenza Artificiale e futurologia: in particolare, è oggi tra i maggiori esponenti mondiali dell’estensione radicale della vita umana, possibile grazie al raggiungimento della cosiddetta Singolarità tecnologica.


Fondatore della Singularity University e primo speaker allo storico Singularity Summit di Stanford nel 2006, insignito di 16 lauree honoris causa, vincitore di premi quali l’Arthur C. Clarke Lifetime Achievement Award, la National Medal of Technology e il Lemelson-MIT Prize, Raymond Kurzweil è riconosciuto all’unanimità come una delle più grandi menti nella tecnologia del nostro tempo.

http://www.singularitysummit.it


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Eccoci alle seconda parte (di 5) dell’articolo riguardante il “Singularity Summit” organizzato dall’iLabs al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.
Leggi l’articolo precedente.

Raymond Kurzweil è il primo a salire sul palco. Si presenta come un uomo fisicamente ben diverso dalla classica foto che troviamo in internet o sui libri, mi verrebbe da dire con un’età biologica ben più avanzata. Accendo il traduttore ed ascolto la sua esposizione che incomincia parlando delle aspettative che aveva riguardo ai pc negli anni ’80, affermando che in quella data comprese il segreto del successo umano: Padroneggiare il tempo.

Il discorso si evolve sulla tematica di come internet abbia influenzato lo sviluppo tecnologico in maniera democratica, cioè di come grazie alla rete sia oggi possibile fare successo con pochi capitali (vedi Facebook e Google) e di come aiuti la scienza a prescindere dalla nazionalità dell’internauta-ricercatore. La sua associazione (B.I.O.) si occupa proprio di cercare di prevedere come si svilupperà la tecnologia nel futuro, cercando anche di dare delle date ai vari passi fondamentali che compierà: Per esempio sostiene che il passaggio definitivo delle stampanti da 2D a 3D sarà nel 2020 (vedi foto 2, il violino in secondo piano è stato “stampato/creato” con questa tecnologia).

Molto interessante la riflessione sullo sviluppo non lineare ma esponenziale della telecomunicazione: Il primo telefono ci mise cinquant’anni ad arrivare alle masse, il cellulare sette anni ed infine i social network tre anni.
Credo che ciò renda benissimo l’idea di sviluppo esponenziale, che a livello cellulare riguarda anche gli esseri umani e l’invecchiamento.

Per unire la tematica “tecnologia” alla sfera della biologia prende come esempio le A.I (intelligenze articiciali) menzionando il computer Watson che vinse una sfida durante noto programma televisivo americano Jeopardy (ne abbiamo parlato qui e qui) e di come riesca ad elaborare risposte complesse prendendo come enorme database internet in un tempo largamente inferiore rispetto ad un essere umano.
Paragona i geni a dei software, in quanto sono delle sequenze di dati, ovvero dei ricettori (come degli nei linguaggi di programmazione).
Prendendo degli specifici geni ed inserendoli all’interno del nucleo dei mitocondri verrebbero cambiati alcuni “limiti” (ha gesticolato le virgolette) aumentandone il ciclo vitale fino a 120 anni, e di conseguenza quello dell’organismo umano.

Egli sta attualmente scrivendo un libro sul funzionamento del cervello umano, nella quale spiega che la neocorteccia (o isocorteccia) possiede 1 miliardo di neuroriconoscitori di simboli, quindi trovandosi per esempio di fronte alla parola “Apple” riconoscerà prima la lettera “A” poi la “P” e così via, fino ad unire il tutto. Personalmente non mi trovo completamente daccordo con quest’ultima affermazione, in quanto se noi mischiamo le lettere di ogni parola all’interno di una frase (lasciando nella giusta posizione solamente quella iniziale e quella finale) il cervello le riconoscerà comunque, quindi credo di poter affermare tranquillamente che non vengono riconosciute in ordine (a cascata) bensì in un “insieme”.
“Qeutsa farse ne è un emesipo”.

Altri neuroriconoscitori comprendono il “senso” di una parola all’interno di un contesto, per esempio nel caso dell’ironia, associandole così un nuovo significato rispetto a quello originario.
Secondo i suoi calcoli nel 2028 saremo in grado di avere una simulazione completa di una corteccia cerebrale, ma non sarà ancora in grado di funzionare al 100% perchè il secondo passo sarà quello di “insegnarle” tutta quest’ultima parte (quale l’ironia).

L’intervento si conclude con una domanda seguita da una risposta aperta:
“Quali implicazioni avrà tutto ciò nella vita umana? Non ci è dato di saperlo”.

Nell'approfondimento trovate il dibattito, vi consiglio di leggerlo perchè sono uscite un sacco di questioni interessanti.


[spoiler show="Mostra approfondimento" hide="Nascondi approfondimento"]D=domanda, R=risposta.

D: Lei è a favore del transumanesimo?
R: No, io sono contro il transumanesimo perchè trascenderemmo i limiti della nostra biologia, ma sono a favore di una scienza che cammina a braccetto con la nostra umanità.

D: Il progresso (inteso come raccolta dati nel campo della ricerca) è concentrato nei paesi industrializzati. Secondo Lei la tendenza sta cambiando?
R: Credo che oggi non sia più importante se una scoperta la fa un ricercarore cinese, americano o europeo, perchè darà beneficio a tutti. Dobbiamo ragionare così per il bene della scienza; internet in questo senso aiuta perchè ha aumentato a dismisura la condivisione dei dati e dele informazioni. Più passerà il tempo e sempre più proposte arriveranno a sempre più persone.

D: Qual’è la natura del fenomeno della singolarità? E’ un fenomeno ordinato o caotico?
R: Il termine “singolarità” è una cosa molto intensa, come il centro di un buco nero. C’è un orizzonte degli eventi ove è difficile vedere oltre, ma non impossibile.
La singolarità è un esplosione di intelligenza che aumenta in modo esponenziale, che nel 2045 avremo moltiplicato fondendola con la tecnologia.

D: Il software è scritto in codice binario, mentre quello umano in quaternario (gli aminoacidi sono 4 – N.D. William J.). Non trova azzardata la similitudine che ha fatto prima?
R: Si può rappresentare tutto con 2 bit. Ragionando parallelamente, il cervello esegue miliardi di operazioni al secondo, però il suo sviluppo è molto lento. Con 2 bit facciamo tutto ma facendo sviluppare molto più velocemente (si riferisce allo sviluppo tecnologico – N.D. William J.).

D: Sono Daniele Bossari: So che durante una ricerca in campo farmaceutico Lei ha assunto delle pillole per modificare una debolezza cardiaca causata geneticamente. Come va l’esperimento?
R: Per ora bene (sorrisi in sala). Il prossimo passo sarà provare a sostituire le pillole con la nanotecnologia. Uno dei processi di invecchiamento riguarda la cute. Ora possiamo modificarlo (N.D. William J. – Scriverò a riguardo nel quinto articolo della serie).

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Nel prossimo articolo, il terzo, riporterò l’intervento di Gabriele Rossi, il fondatore di iLabs e C.E.O. Diagramma.

[gallery link="file"]


iLabs Singularity Summit – 1/5


[Articolo inserito su Lega Nerd]


Data la mole degli argomenti trattati dividerò l’articolo in cinque parti; questo sarà di presentazione del summit, scriverò le impressioni personali e come si è svolto, così da dare l’idea dell’atmosfera che si è respirata. Gli altri quattro saranno uno per ogni professore che ha parlato sul palco, che pur con lo stesso obiettivo hanno affrontato argomenti molto differenti tra loro.

Arrivo al Museo della scienza e della Tecnica di Milano alle 9:20 e c’è una ressa enorme, circa duecento persone; tutti son li per l’evento: il Singularuty Summit organizzato da iLabs.

Gli argomenti che verranno trattati riguarderanno la sfera della semi-immortalità, cioè come rendere l’essere umano il più longevo possibile, utilizzando tecnologie, medicina, miglioramento della qualità di vita e non mancheranno riflessioni condite da domande poste dal pubblico presente in sala, che comprende anche geniali professori di filosofia e fisica quantistica, noti a livello mondiale.
Mi aspetto grandi cose, scoprirò di avere ragione.

Prima di tutto noto che non è presente solo una tipologia di persone, siamo tanti e tutti diversi. Dall’ottantenne plurilaureato al ventenne che deve scrivere la tesi; un paio notano la mia felpa di LN e vengono a parlarmi. Tra loro non c’è neanche una donna, uffa.

Prima di entrare in sala ci equipaggiano di traduttore simultaneo inglese-italiano, matita ed una cartelletta contenente programma e schede informative.
Programma:


9:30-10:00 Registrazione

10-:0011:00 Raymond Kurzweil (fondatore Kurzweil Technologies)

11:00-12:00 Gabriele Rossi (fondatore iLabs e C.E.O. Diagramma)

12:00-12:45 Dibattito

Pranzo

14:00-15:00 Antonella Canonico (fondatore C.E.O iLabs)

15:00-16:00 Aubrey De Grey (fondatore Sens Foundation)


Chiedo il permesso di fare delle fotografie, dopo un po’ riesco ad ottenerlo. Entro.
Il mio posto è in quartultima fila, sono davvero lontano, ma iniziato l’evento mi alzo per scattare le fotografie da un’angolazione migliore avvicinandomi al palco per le vie laterali. Noto che in prima fila ci sono due posti liberi, zitto zitto mi siedo e visto che nessuno mi dice nulla, tutto felice inizio a fare il mio dovere di reporter. Dietro di me c’è seduto Daniele Bossari, che più in la si rivelerà una persona ferrata nella materia trattata nel summit.

Dopo i primi due interventi sono le 13:00, quindi è arrivato il momento del pranzo: Lasagne, brasato, patate al forno, dolci vari, spumante, bevande analcoliche varie e caffè. Tutto davvero squisito, non hanno badato a spese.

Rincominciano i lavori, che si protraggono fino alle 17:00 circa.

Posso affermare che è stato uno dei summit più interessanti alla quale abbia partecipato, soprattutto per l’ultimo ospite: Aubrey De Grey (Sens Foundation); una mente allucinante, son rimasto letteralmente a bocca aperta durante tutta la sua esposizione.

Come ho scritto seguiranno altri quattro post: uno per ogni professore.

Nella gallery potete ammirare lo splendido Museo della Scienza e della Tecnica (ove si può fotografare) ed i graffiti presenti al suo interno.

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